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Ma quant’è
grande il nostro sogno?
Dare
certezza ai sogni vuol dire avere la forza e
il desiderio di farli vivere.
Fuggire
dalla trappola dei festival “Vetrina”, fatti
unicamente per gli operatori o per la
distribuzione e mai dedicati ai luoghi con
la loro gente o “all'azzardo”, al tentativo
di ricercare nuove antiche vie per ritrovare
nella pratica l'immortalità del teatro.
Ci sono
festival cui va data l’attenzione che si dà
ai fiori più preziosi, poi se i boccioli
fioriscono in territori di frontiera, allora
occorre ancor più riguardo, perché i loro
colori e profumi sorprenderanno per la loro
imprevedibilità.
Attraversare confini, incamminarsi su
sentieri antichi che portano a nuovi luoghi,
alla ricerca di una condizione che dia
serenità e piacevolezza all’esistenza umana.
A questo scopo, arte e natura possono fare
molto, poi quando i due “ambienti”: quello
naturale e quello culturale s’incontrano,
allora l’effetto diviene dirompente e ancor
più seducente.
Essere
sedotti dall’arte per poter poi sedurre la
vita, per non restare avvinghiati a ciò che
è inutile perdita di noi stessi e
dell’attenzione verso chi ci circonda.
Sciogliersi per ritrovarsi.
Giorni di
teatro in luoghi unici, per momenti
d’incontro che ancora ci “raccontino” che il
teatro non solo è opportuno ma infinitamente
necessario.
Mettersi
nella condizione di presentare ogni
avvenimento nella maniera giusta, in modo
che lo spettatore possa goderne nella forma
migliore. Per un’idea Festival non solo come
occasione d’incontro tra chi vi agisce e chi
vi assiste ma anche come opportunità di
confronto con le più interessanti realtà del
panorama artistico nazionale e
internazionale. Confrontarsi per crescere,
per verificare “lo stato dell’arte” di chi
lavora e ricerca in teatro.
Il
Festival di Teatro come formidabile unione
d’umiltà e audacia. L’umiltà di chi è
consapevole che ha ancora molto da imparare
e l’audacia nell’esprimere in forma
pensiero, attraverso il proprio lavoro,
“l’urgenza” di dare nuova rappresentazione
ai sogni.
Giancarlo
Biffi
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